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Arezzo, RL 12278 Windsor Castle

La città di Arezzo è uno degli snodi decisivi per un percorso leonardiano in Toscana: raffigurata ben due volte dall’artista di Vinci in carte conservate a Windsor, è segnalata in numerose altre sue opere. Grazie alla sua posizione strategica verso le città adriatiche, Arezzo si arricchì di straordinarie opere d’arte, quale il celebre ciclo di affreschi raffigurante la Leggenda della vera croce, di Piero della Francesca; proprio in uno dei suoi monumenti principali, il Duomo, è visibile una vetrata cinquecentesca che potrebbe raffigurare lo stesso Leonardo Da Vinci.

Anfiteatro romano di Arezzo

Nel Rinascimento Arezzo era uno snodo fondamentale degli itinerari che dalla Toscana andavano verso l’Adriatico, ma vi era anche un altro aspetto in grado di suscitare un grande interesse in Leonardo: la sua storia antichissima e i reperti archeologici di età ellenistica, etrusca e romana che già avevano influenzato Donatello e il Verrocchio. Questo patrimonio è oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Arezzo, intitolato a un celebre figlio della città, Gaio Cilnio Mecenate.

Tumulo di Montecalvario

In un disegno leonardiano conservato al Louvre, nel Cabinet des Dessins, è raffigurata una struttura molto simile al complesso funerario che venne casualmente scoperto all’inizio del XVI secolo nei pressi di Castellina in Chianti: non si tratta, in ogni caso, di un preciso rilievo dell’edificio, ma di un concreto spunto di ricerca per l’artista di Vinci.

Castiglion Fiorentino, RL 12278 Windsor Castle

Dell’antico borgo a sud di Arezzo Leonardo si è occupato a più riprese, con analisi molto approfondite: quello che lui chiama “Castiglion Aretino” è studiato dal vero dal Vinci, in una carta che riporta la distanza in miglia del centro abitato da altre località del territorio circostante; in un altro lavoro, l’artista descrive con precisione il suo complesso apparato difensivo; nel Codice Atlantico, infine, sono studiate le lunghezze delle strade della zona e dei locali corsi d’acqua.

Chiusi, RL 12278 Windsor Castle

Chiusi fu un centro urbano di grande importanza nel mondo etrusco, e conservò un ruolo rilevante fino al Medioevo: Leonardo, in una carta conservata nel Regno Unito, la mette in grande evidenza, e la ricorda anche in altri manoscritti. Alla tomba del leggendario Re di Chiusi, Porsenna, il Vinci dedicò uno studio.

Musa Polimnia di Cortona

Di Cortona troviamo diverse testimonianze negli scritti di Leonardo, che grande importanza dà anche al corso d’acqua che scorre davanti alla città. Nella locale Biblioteca Etrusca è conservata una copia seicentesca del Libro di Pittura del Vinci, mentre nel Museo dell’Accademia è presente la Musa Polymnia, pittura su lavagna che non ha ancora trovato una collocazione cronologica definitiva.

Fortezza Medicea di Piombino

Nella sua seconda visita a Piombino, Leonardo ebbe modo di studiare con attenzione il castello cittadino, oggi inglobato nella fortezza, spingendosi a ipotizzare alcuni interventi architettonici. Il complesso monumentale, oggi riconvertito a sede museale ed espositiva, ha avuto nel suo lungo passato molte destinazioni d’uso, tra cui quella di carcere per circa un secolo dalla metà dell’Ottocento.

Mura di Piombino

Le mura urbane furono uno dei principali motivi di interesse di Leonardo per Piombino: se nel primo soggiorno in riva al Tirreno si era dedicato soprattutto alla bonifica delle paludi e ai temi della viabilità, nel secondo si dedicò espressamente allo studio del sistema difensivo della città, per il quale propose alcuni importanti interventi.

Castello di Murlo

Alla fine del VII secolo a.C. sorse, nei pressi dell’attuale centro abitato di Murlo, un imponente palazzo, che dopo secoli di abbandono e oblio è stato riscoperto soltanto nel secondo ‘900: in una delle carte della collezione Windsor, Leonardo indica questo insediamento. Oggi in loco è visitabile il Museo Archeologico.

Museo della Battaglia e di Anghiari, plastico della battaglia

Al centro del paese fortificato di Anghiari, sotto le cui mura si svolse la battaglia, si trova il Palazzo del Marzocco, cinquecentesco edificio che ospita il Museo della Battaglia e di Anghiari. Il Museo è l’unico luogo dove, tramite la tecnologia digitale, si possono vedere tutti i disegni e le copie del dipinto scomparso. Inoltre una rassegna di reperti antichi, manoscritti, opere a stampa e antiche armi da fuoco, offrono uno spaccato storico del territorio che ospitò il grande avvenimento.

Piombino

La storia di Piombino è lunga e piena di avvenimenti: sorta sulle ceneri dell’antica civiltà etrusca, la città ha attraversato i secoli medievali e del Rinascimento fino a costituirsi in Principato, forma nella quale è poi giunta a unirsi al Granducato di Toscana nel 1815. Leonardo fu a Piombino in due occasioni: nella prima per conto di Cesare Borgia si occupò del territorio, mentre nella seconda si dedicò a studi urbanistici su richiesta di Firenze.

Pisa, RL 12278 Windsor Castle

Pisa è uno dei principali centri artistici e culturali della Toscana, e anche per Leonardo fu un grande polo d’interesse: tanto suo padre quanto suo fratello Lorenzo lavorarono per anni in questa città, mentre suo nipote, lo scultore Pierino, addirittura vi morì dopo avervi lavorato a importanti committenze pubbliche. Il territorio pisano fu studiato a lungo dal Vinci, soprattutto in relazione al celebre progetto di deviazione dell’Arno, con cui Firenze intendeva vincere le resistenze di Pisa privandola dell’acqua.

Giovanni Pisano, Pulpito di Sant'Andrea, Pistoia

Si tratta di una città centrale per la formazione artistica di Leonardo: il suo maestro Andrea Del Verrocchio lavorò a lungo come scultore e come pittore nel duomo cittadino, nonché probabilmente nella chiesa di San Domenico, forse con alcuni interventi dello stesso artista vinciano. A Pistoia, nella cui diocesi ricadeva Vinci, il giovane artista poté ammirare celebri sculture di Nicola e Giovanni Pisano, nonché importanti cicli di affreschi. Il nome della città, in cui abitava tra l’altro una zia di Leonardo, compare numerose volte nelle carte leonardiane, in particolare negli studi per la deviazione dell’Arno.

Necropoli di Populonia

Nel Golfo di Baratti sorse l’unica grande città marinara della civiltà etrusca: Populonia, che Leonardo indica due volte in manoscritti degl inizi del XVI secolo. Rimangono a testimoniare la gloria passata le splendide archietture dei tumuli, oltre ad arredi funerari e reperti in genere che sono per lo più esposti a Piombino, dove sorge il Museo Archeologico del Territorio di Populonia.

Porticciolo della Marina

Leonardo ebbe modo di studiare il porticciolo nella sua seconda visita a Piombino, nel 1504: agli occhi del Vinci apparve come un chiaro punto debole nell’assetto difensivo costiero, tanto che l’artista si spinse a immaginare e raffigurare un bastione fortificato da erigersi nello stesso luogo.

Prato, RL 12685 Windsor Castle

Prato esercitò su Leonardo un fascino di lunga durata: prima di tutto, fu il fulcro del grande progetto di deviazione dell’Arno, le cui acque il genio vinciano voleva convogliare in un canale navigabile che avrebbe attraversato il tessuto urbano. Inoltre, erano pratesi alcuni amici del Vinci, tra cui Filippino Lippi, e proprio in questa città erano e sono tuttora conservate opere di Donatello e del Sangallo che suscitarono in Leonardo un grande interesse.

Siena, RL 12278 Windsor Castle

Tra Siena e Leonardo vi fu un rapporto molto intenso, con decisive influenze reciproche. Fu determinante per il giovane artista la frequentazione dell’ambiente culturale cittadino: da una parte i risultati raggiunti da ingegneri come il Taccola e Francesco di Giorgio ebbero per il Vinci una grande importanza, dall’altra l’esperienza senese fu fondamentale anche come tramite per la conoscenza degli antichi. Citata da Leonardo in numerosi lavori, Siena fu anche aperta a ricevere a sua volta ispirazioni leonardiane, specie con artisti come il Sodoma e il Beccafumi.

Parco Archeologico Città del tufo, Sovana

Tra Sovana, Sorano e San Quirico si articola il suggestivo “Parco Archeologico Città del tufo”, che ha nella necropoli sovanese uno dei complessi più preziosi, ricco di celebri tombe monumentali. In alcune carte conservate nel Regno Unito, Leonardo mette in grande evidenza la città di Sovana, che ebbe una grande rilevanza fin dalla prima epoca etrusca e la mantenne in età romana.