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Casa Natale di Leonardo ad Anchiano

La frazione di Anchiano si trova a pochi chilometri dal borgo di Vinci ed è conosciuta per la Casa Natale di Leonardo, ‘luogo della memoria’ vinciana per eccellenza. La Casa Natale oggi, grazie ad un recente restauro realizzato nel 2012, rivive di uno ‘nuovo splendore antico’, essendo stata arricchita di moderni strumenti tecnologi per la comunicazione e la fruizione di questo speciale luogo leonardiano. Fra questi, un ologramma di Leonardo anziano ed intimista, che coinvolge lo spettatore nel racconto di momenti particolari ed inediti della sua vita. Oppure è possibile navigare all’interno dell’Ultima Cena in versione digitale ad alta risoluzione. Infine Leonardo Touch propone al visitatore percorsi tematici diversi e personalizzabili per conoscere in modo diverso l’opera di Leonardo. La Casa Natale di Leonardo è facilmente raggiungibile in auto arrivando da Vinci e seguendo poi per la Via di Anchiano. Esiste tuttavia un bellissimo percorso da fare a piedi immersi nella campagna vinciana, la stessa che fu lo scenario dei primi anni di vita di Leonardo: si tratta della cosiddetta Strada Verde, uno dei “sentieri del Genio” che collega il centro storico di Vinci con la frazione di Anchiano.

Della storia più antica della piccola frazione tratta in modo non occasionale, alla fine dell’Ottocento, uno dei primi storici vinciani, Gustavo Uzielli. La località Ferrale, ad Anchiano, è rammentata per la prima volta nel 1332 in relazione ai cosiddetti “signori di Anchiano” che l’Uzielli, riproponendo la versione già fornita dal Repetti, identificava con un ramo degli Adimari. I nomi dei personaggi de Anchiano ricordati, che possedevano terre al Ferrale, a San Pantaleo e in Val di Streda, appartenevano invece secondo lo studioso Enrico Fiumi agli homines ancora legati alla famiglia comitale dei Guidi. Nel Cinquecento gran parte della zona di Anchiano, con il Ferrale e i suoi numerosi mulini di Balenaia, risultano parte dei possessi dei Ridolfi, famiglia fiorentina che fin dal tempo di Leonardo aveva acquisito parti del castello e terre nei dintorni di Vinci fra cui l’osteria-beccheria del borgo e il mulino della Doccia.
La piccola frazione di Anchiano si trova poco sopra il centro storico di Vinci, sul declivio del Montalbano definito dai corsi d’acqua di Balenaia e delle Quercete che alimentavano, al tempo di Leonardo, numerosi mulini. Il paesaggio che si può ammirare, scandito da coste coltivate a vigna ed ulivo, è rimasto molto simile a quello del tempo di Leonardo. In questa zona, che faceva parte del popolo di Santa Lucia a Paterno, la famiglia da Vinci aveva diverse proprietà fra cui anche un podere con “casa da lavoratore e da signore” identificata nell’edificio rustico di Anchiano conosciuto oggi come Casa Natale di Leonardo da Vinci. L’identificazione della casa poderale di Anchiano -sicuramente appartenuta alla famiglia da Vinci- con la casa in cui nacque il piccolo Leonardo nella primavera del 1452 affonda le sue radici in una forte tradizione locale. La stessa origine della vulgata popolare, sulla scia dell’interesse per la biografia di Leonardo e per gli anni della giovinezza in particolare -si pensi al Ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci di Sigmund Freud- è stata oggetto di analisi nel quadro delle ricerche storiche avviate nel secolo scorso attorno al tema della “Casa Natale”.
La prima versione ufficiale della nascita di Leonardo ad Anchiano si trova scritta nel famoso Dizionario geografico di Emanuele Repetti (1843-45) avallando quanto appreso dal proprietario della casa di allora, il conte da Bagnano-Masetti. Ma è solo con la metà del ‘900, in occasione dei lavori di recupero dell’immobile, che si hanno le prime vere ricerche d’archivio di Renzo Cianchi, il primo bibliotecario della Leonardiana. Allo studioso vinciano si devono innanzitutto le informazioni che consentono l’identificazione del rustico di Anchiano con la “casa da lavoratore e da signore” presente nel patrimonio familiare dei da Vinci all’incirca dal 1482. Fu acquistata da Ser Piero, il padre di Leonardo, per trasformarla probabilmente in luogo di sosta per chi avesse preso la strada che da Vinci conduceva ai valichi del Montalbano. Nelle disposizioni testamentarie del 1506 che seguirono la morte di Ser Piero da Vinci, avvenuta nel 1504, il “poderetto” di Anchiano è composto da una casa in rovina e “una chasa da oste principiata”, cioè appena cominciata: il progetto sembra quello di un’osteria posta strategicamente lungo la strada per il Montalbano. Seguendo i passaggi di proprietà risulta chiaro però che la casa di Anchiano rimase per lungo tempo al ramo familiare dei discendenti di Guglielmo da Vinci, uno dei due fratelli di Leonardo. Nella casa di Anchiano Guglielmo abitò fino alla morte. È lì che nel 1542 fece testamento indicando nella chiesa di Santa Lucia a Paterno il luogo della sua sepoltura. La casa di Anchiano rimase alla discendenza di Guglielmo fino alla seconda generazione: uno dei nipoti cedette infatti l’intero podere che andò ad ingrossare la tenuta granducale. Infine nel 1645 la proprietà venne venduta alla famiglia del conte da Bagnano-Masetti, la stessa famiglia di colui che fornì al Repetti la versione ottocentesca relativa alla nascita di Leonardo ad Anchiano. La serie non estesa dei passaggi di proprietà della casa che separano il testamento di Guglielmo da Vinci dall’atto di acquisto dei conti da Bagnano-Masetti, così ben documentata dal Cianchi, rende chiara l’origine della tradizione locale e ne spiega la forza. Una tradizione, quella della nascita di Leonardo ad Anchiano, prima familiare e poi locale, che si affianca ad elementi indiziari certo non risolutivi ma sicuramente importanti, come ad esempio la recente analisi dei nomi dei testimoni del battesimo di Leonardo. Diversi nomi di padrini e madrine presenti al battesimo di Leonardo, come riporta la memoria redatta dal nonno Antonio, coincidono con i nomi tratti dall’elenco dei parrocchiani del popolo di Santa Lucia a Paterno, secondo quanto rivela un documento del 1440 recentemente tornato alla luce. I personaggi che presenziarono al battesimo di Leonardo, dunque, abitavano i dintorni della casa di Anchiano, anch’essa, come detto, parte del popolo di Santa Lucia a Paterno.
Alcuni elementi strutturali del podere di Anchiano confermano una possibile datazione al secolo XV inoltrato. Se, infatti, la casa passò alla famiglia di Leonardo solo attorno all’anno 1482, essa è documentata almeno dal 1427. Le prime descrizioni dell’immobile parlano di una semplice “casa da lavoratore” cui successivamente verrà addossato un secondo corpo di fabbrica. Questa aggiunta risalirebbe al 1457, quando l’immobile risulta già composto da due unità e descritto come “casa da lavoratore e da signore”. Secondo le ricerche del Cianchi i lavori di miglioramento non furono completati e quando, verso la fine del secolo, la casa fu acquistata da ser Piero da Vinci era ancora composta da quei soli corpi di fabbrica, terminati solo al piano terreno. A seguito dei restauri le due parti risultarono ben distinguibili. Secondo il Cianchi la porzione corrispondente alla sala con il focolare doveva corrispondere al primo nucleo della nuova fabbrica che fu addossata alla più antica e semplice “casa da lavoratore”. La tipologia del camino risulta, fra l’altro, confrontabile con esemplari in uso nelle campagne toscane fra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI. Le ricerche d’archivio dello studioso furono pensate proprio per indirizzare il progetto di restauro che avrebbe dovuto “rimettere in luce l’antica struttura; e seguire le tracce di questa per poter ridurre tutto l’insieme alle sue originarie e più modeste proporzioni”. In effetti nel 1952 vennero abbattute sovrastrutture esterne ed interne “non originarie” in modo da mettere in evidenza particolari strutturali e dettagli architettonici riconducibili al periodo dell’acquisto della casa da parte dei da Vinci. Alcuni si possono apprezzare ancora oggi, come ad esempio lo stemma di famiglia in pietra serena che deve essere stato fatto collocare sulla facciata da Ser Piero da Vinci attorno all’anno 1482.
La casa di Anchiano divenne ‘luogo della memoria’ di Leonardo da Vinci. La sua inaugurazione avvenne nel 1952 alla presenza delle massime istituzioni repubblicane che ufficializzarono il riconoscimento del luogo leonardiano. Anche alcuni aspetti del progetto di restauro furono probabilmente dovuti al clima politico e culturale del tempo. Nel dopoguerra lo “spirito della Ricostruzione” che guidava molte delle amministrazioni della Toscana si espresse ad ogni livello, compresa la ricerca delle radici storiche della nuova Italia repubblicana. È in questo stesso quadro che si può leggere la realizzazione delle due case della memoria inaugurate poco dopo, nel 1957: la Casa del Pontormo e la Casa di Giovanni Boccaccio a Certaldo. Oggi la Casa Natale di Leonardo ad Anchiano è una vera e propria meta di pellegrinaggio culturale e fa parte dell’Associazione Case della Memoria.
A seguito dell’ultimo, importante, intervento di restauro diretto da Daniela Lamberini (Università di Firenze) il Museo della Casa Natale di Leonardo ad Anchiano è nuovamente fruibile attraverso i linguaggi della più aggiornata comunicazione museale. La narrazione audiovisiva Leonardo da Vinci: un genio si racconta si avvale di tecnologia 3D, tecnologia immersiva che consente di rivivere attraverso il racconto del protagonista il suo universo più intimo e personale. Un ologramma di Leonardo a grandezza naturale si anima: a parlare è un Leonardo vecchio e stanco che dalla sua ultima dimora ad Amboise, in Francia, volge lo sguardo al passato e ripercorre episodi, studi e frammenti di vita che lo legarono a questa terra. Rivive soprattutto il suo legame con questi luoghi, i paesaggi variegati del Montalbano, che furono per lui fonte di ispirazione nei molteplici campi della sua scienza e della sua arte. Leonardo Touch è invece un’applicazione multimediale interattiva che permette di interagire direttamente con l’opera pittorica e grafica di Leonardo utilizzando percorsi tematici diversi e diverse possibilità di approfondimento. Nella casa colonica adiacente si può ammirare la versione digitale ad alta definizione dell’Ultima Cena in scala 1:2. La tecnologia utilizzata permette di esplorare il dipinto attraverso due modalità di ricerca, una gestuale e una touchscreen, con le quali si attivano diversi percorsi tematici di conoscenza come ad esempio quello iconografico, quello storico-artistico oppure quello dedicato alla storia del restauro dell’opera. L’apertura del nuovo percorso consente, grazie alla qualità dell’ultimo progetto di restauro, di fruire degli inediti scorci paesaggistici, di grande valore storico, considerando quanto poco essi siano cambiati rispetto alla campagna vinciana attraversata, vissuta e disegnata da Leonardo.
A cura di
Silvia Leporatti
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