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Mommialla

Nella mappa RL 12278 di Windsor Leonardo disegna un piccolo agglomerato segnato con il toponimo mum[mi]alla. Si tratta della località chiamata oggi Bagni di Mommialla, piccolo borgo sulla via per Volterra la cui origine medievale è perfettamente riconoscibile nelle tracce archeologiche della chiesa di San Frediano. Leonardo rappresenta Mommialla come un minuscolo centro murato e turrito, posto fra i castelli di Gambassi, Catignano e Camporbiano, nei pressi dell’antica via per Volterra, città che si intravede nella medesima mappa, poco più a Sud, al di là del fiume Era. Mommialla doveva avere, a quel tempo, ancora la fisionomia tipica della casa-forte d’età medievale, caratteri che sono stati mantenuti nel recente progetto di recupero del borgo, restaurato e trasformato in struttura ricettiva privata.

Le origini della località risalgono all’Alto Medioevo. La prima attestazione scritta di un luogo chiamato Mommialla è dell’anno 976. Dal documento si apprende che la villa di Mommialla, assieme ad altre del territorio, fra cui la vicina villa di Camporbiano, appartenevano al vescovo di Volterra. Mommialla si trovava anticamente in prossimità di uno snodo viario di primaria importanza: poco a Nord, grosso modo in corrispondenza dell’attuale via di Camporbiano, passava la strada che collegava San Gimignano al Valdarno tagliata, fra l’altro, dalla via volterrana in direzione del passaggio sull’Elsa all’altezza di Certaldo. L’antico villaggio doveva occupare lo spazio dove oggi si trova la piccola frazione di Bagni di Mommialla, nel comune di Gambassi Terme. L’unica traccia consistente del periodo medievale è costituito dai resti della piccola chiesa di San Frediano oggi accorpata ad una struttura ricettiva termale del luogo.
La chiesa di San Frediano di Mommialla è documentata a partire dalla fine del XIII-inizi XIV secolo come Ecclesia de Mamaglia. Due secoli dopo l’edificio ecclesiastico sembra già aver perso la sua funzione: nel 1576 la chiesa era utilizzata come magazzino, segno che la popolazione, forse, ridotta, si spostava per le funzioni. Tuttavia alla fine del Cinquecento sembra ancora ben conservata nelle sue strutture principali come si vede dal disegno di San Friano A momialla su una delle piante dei Capitani di Parte Guelfa. Nel corso del Seicento la casa annessa alla chiesa crolla e viene ricostruita solo nell’Ottocento. La chiesa dovette dunque seguire il medesimo destino, ovvero un lento declino e la destrutturazione dell’edificio cominciato almeno nel XVII secolo. Le foto d’archivio del secolo scorso documentano la chiesa allo stato di rudere. Le poche immagini in cui ancora si possono vedere integri il portale, una delle monofore e l’altare in pietra consentono tuttavia di immaginarne l’aspetto originario. La chiesa era composta da una semplice aula rettangolare con murature in conci di calcare sbozzati a squadro e posti in conci orizzontali e paralleli. Alla muratura, realizzata con una certa regolarità, erano collegate le aperture che utilizzavano conci ben squadrati per gli archivolti, un monoblocco per la monofora e conci d’arco a tutto sesto per il portale della facciata. La parte più alta della facciata era ornata da una apertura cruciforme mentre all’interno la parete di fondo, piana, era ornata unicamente dalla monofora centrale e dall’altare, una mensa di pietra sorretta da conci a fasce in bicromia (gabbro e travertino), oggi perduto. La chiesa, ristrutturata, è oggi riconoscibile nel fabbricato di una struttura ricettiva (“Alessandra apartment”). Se ne vede un disegno in cui sembra ancora ben conservata nelle strutture principali in uno dei plantari tardo cinquecenteschi.
L’abitato di Mommialla, nonostante il lento declino della sua chiesa parrocchiale, ha subito il completo abbandono solo nel secondo dopoguerra. Oggi, dopo il recupero degli edifici abbandonati, quello che fu il villaggio medievale ospita le strutture ricettive legate alla riattivazione delle antiche sorgenti termali. Delle terme di Mommialla, già conosciute nel Medioevo, parla anche il Targioni Tozzetti che nelle sue Relazioni di viaggio racconta di aver visto a Mommialla, vicino al Castagno, un pelaghetto d’acqua calda che scaturisce con impeto, quasi bollisse. Nel bellissimo borgo di Mommialla dove i poderosi edifici in pietra dovettero funzionare, nel Basso Medioevo, come ricetto per la popolazione dobbiamo riconoscere il piccolo centro fortificato che Leonardo ha disegnato in una delle sue mappe più famose. Nella carta della collezione Windsor Castle RL 12278, si vede infatti Momialla in posizione centrale, fra L’Elsa e l’Era, rappresentata come un insieme di edifici dagli spiccati caratteri difensivi, una casa-forte a pianta quadrangolare e una serie di edifici turriformi adiacenti. Attorno si vedono gli altri punti forti sulla destra dell’Elsa, i castelli di Gambassi, Catignano, Pietra e Camporbiano.
A cura di Silvia Leporatti
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