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Ex Monastero del Paradiso

Castelpulci

L’antico “Castel de’ Pulci” nella vallata dell’Arno tra Lastra a Signa e Scandicci è inserito da Leonardo nel foglio 23r del Codice di Madrid II. Fu edificato nel XIII secolo dalla famiglia guelfa dei Pulci, proprietaria in Firenze di diverse case tra Santo Stefano al Ponte e San Pier Scheraggio; in via de’ Lamberteschi era ubicata la loro torre. Fu raffigurato anche dal nipote del Vasari, Giorgio Vasari il Giovane, dopo essere passato tra le proprietà dei Soderini (1511). La famiglia Pulci è celebre per aver dato i natali a tre letterati: Bernardo, Luca e Luigi. Di quest’ultimo Leonardo possedeva il Morgante (da cui deriva l’appellativo il “Salaino” per l’allievo Gian Giacomo Caprotti) e il Vocabolista, da cui riprese la lista di vocaboli nel Codice Trivulziano.
Dal 1854 al 1973 l’edificio divenne un ospedale psichiatrico, dove morì il poeta Dino Campana (1932). Dopo anni di abbandono il complesso è stato completamente restaurato ed è sede, dal 2012, della Scuola Superiore della Magistratura.

Certosa

Con 'Certosa', Leonardo indica la Certosa del Galluzzo, uno dei principali centri religiosi, storici e artistici nei dintorni di Firenze.

Firenze

Centro dell'Umanesimo e del Rinascimento, Firenze è la città che costituisce la seconda patria di Leonardo, spesso menzionato nelle fonti come "fiorentino". Nella carta RL 12685 di Windsor, per il progetto del canale d'Arno, egli la raffigura senza denominazione, evidenziando stenograficamente la cattedrale con la cupola, la cinta muraria e i ponti sull'Arno.

Paradiso

Ai piedi del colle detto "del Paradiso" si trova quello che al tempo di Leonardo era il monastero di San Salvatore e Santa Brigida. Si tratta di un ampliamento della villa denominata il "Paradiso degli Alberti", che fu sede di uno dei più importanti cenacoli dei primi tempi della cultura umanistica fiorentina.

Terzolle

A volte indicato da Leonardo come "Rifredi" era in antico il Rivus Frigidus (rio Freddo). È oggi denominato Terzolle e già Leonardo lo indica come "Terzolle" nel foglio 23r del Codice di Madrid II, in una delle carte d’insieme per il progetto del Canale d’Arno attraverso Prato - Pistoia.
Attualmente si tratta di un affluente di destra del Mugnone, nel quale confluisce al Ponte di San Donato. Al tempo di Leonardo, il "Rifredi" seguiva l’attuale via delle Cascine, confluendo direttamente in Arno nella zona del Prato del Quercione - piazzale Kennedy.

A cura di Alessandro Vezzosi, con la collaborazione di Agnese Sabato